Eventi passati
Collaborazione FIND/FAD 2015–2023
Il Labirinto come ispirazione
Un’innegabile fonte d’ispirazione per la nostra piattaforma transculturale ed ecosofica è stato il labirinto di Alain Daniélou. Nel contesto della sua opera, il labirinto è al tempo stesso un luogo concreto a Zagarolo (provincia di Roma), dove Daniélou trascorse gli ultimi decenni della sua vita, il principale luogo narrativo della sua seconda raccolta di racconti, pubblicata poco prima della morte, una metafora topologica dell’universo visto da cosmologie diverse e una figura che riassume il suo costante riorientamento delle idee per ampliare campi di esplorazione già consolidati.
Nel mito greco del Labirinto, il Minotauro rappresenta l’«Altro» radicale che deve essere vinto dalla potenza civilizzatrice di Teseo. La figura del labirinto alla culla del pensiero occidentale è dunque inquietante, persino minacciosa, e la sua ricezione ha messo in risalto soprattutto il disorientamento che si può patire lungo il cammino dall’ingresso al centro, e ritorno. Daniélou capovolge il quadro e si concentra sul tragitto e sulla molteplicità dei sentieri, il che rende irrilevanti tanto il centro quanto l’uscita, poiché il centro è ovunque e il labirinto non conosce alcun limite esterno.
L’atteggiamento di Daniélou verso il labirinto è un modo notevole di esprimere un approccio prospettivista alla conoscenza (contro il fanatismo religioso come contro il riduzionismo positivista) e una dichiarazione di fede nel valore (cioè nel potere arricchente) dei sentieri indiretti, tortuosi o contorti, nonché nelle tracce lasciate da chi in passato ha esplorato il labirinto. Lo si potrebbe riassumere come un imperativo: imparare dall’Altro invece di cercare di conquistarlo.